Medico dell'Asp di Trapani condannato dal Tribunale di Marsala per omicidio colposo e per aver falsificato il registro di accettazione del pronto soccorso della paziente. La condotta di falsità materiale venne riconosciuta anche a carico del vicedirettore sanitario. Con la stessa sentenza, il Tribunale di Marsala condannò il medico del pronto soccorso al risarcimento del danno in favore dei congiunti della deceduta (ovvero il coniuge e i due figli), costituitisi parti civili. La decisione di primo grado veniva riformata in pejus dalla Corte di Appello di Palermo che addebitò ai due medici anche il delitto, in concorso, di falsità ideologica del registro di accettazione statuendo altresì nei loro confronti l'obbligo di risarcimento in solido del danno derivante dalle fattispecie di falso materiale ed ideologico in favore delle parti civili costituite.